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> 084. Aborto: il 'perdono' di Papa Francesco e il Limbo dei bimbi.

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Pubblicato da in Articoli di Guido Landolina ·
Tags: limboabortoPapa Francescoaborto peccato gravissimo



                                                                                                                                                    
             
28.11.2016
 
 
E' con questi titoli - esemplificativi - che la Stampa italiana di Martedì 22 novembre scorso ha pubblicato a caratteri cubitali nelle prime pagine l'annuncio sull'aborto dato da Papa Francesco con la Lettera apostolica «Misericordia et misera», promulgata in occasione della solenne conclusione del 'Giubileo della Misericordia', ottenendone così un rilievo mediatico mondiale:


 
 
"ABORTITE PURE, IL PAPA VI PERDONA" - "ABORTO, IL PERDONO DI PAPA FRANCESCO" -
 
"LA SVOLTA DEL PAPA, 'ASSOLTO' L'ABORTO"' - 'PERDONATE L'ABORTO' -
 
'ABORTO, IL PAPA ROMPE IL TABU' - IL BUON PASTORE' -

 
Non è stata da meno la Stampa estera, in particolare quella cosiddetta liberal-progressista che si è gettata a capofitto sulla ghiotta notizia, con grande gioia delle femministe ed in particolare quelle de 'l'utero è mio e me lo gestisco io'.

Un giornalista preparato e noto come Massimo Franco scrive 'in prima' sul Corriere della Sera - il più importante ed accreditato organo di stampa laico nazionale - un articolo con l'incipit 'L'uscita di Papa Francesco sull'aborto è spiazzante. E pare destinata a disorientare almeno quella parte di mondo cattolico che ha sempre annoverato l'interruzione di gravidanza tra i cosiddetti 'valori non negoziabili'. Non solo, che effetto avrà nelle file ecclesiastiche?...'
 
In realtà quella di Papa Francesco - basta saper leggere attentamente i testi - non è affatto una 'Uscita', il Papa non ha affatto 'perdonato' l'aborto come sembrano enfatizzare almeno i titoli, anzi egli ha confermato trattarsi di un 'grave peccato' perché 'pone fine ad una vita innocente'.
 
Ciò non toglie tuttavia che la 'percezione' all'esterno sia stata quella di un'uscita spiazzante, come appunto scrive il giornalista.

Lo scopo del Papa è stato invece quello di agevolare il pentimento e l'accesso alla Confessione mettendo a disposizione del penitente un qualunque sacerdote della località più vicina.

L'intento era dunque apparentemente ineccepibile ma - almeno mediaticamente, eterogenesi dei fini - sembrerebbe abbia ottenuto, a sentire tanti commenti, un risultato psicologico e spirituale del tutto negativo dal punto di vista 'cristiano'.

Si fa da taluni rilevare che già prima, chi si era veramente pentito di un aborto, non avrebbe esitato a fare all'occorrenza anche qualche decina di chilometri in più per trovare la Chiesa ed i Sacerdoti all'uopo specificamente autorizzati, pur di mettersi in pace con la propria coscienza e soprattutto con Dio, per non parlare dei propri figli ormai soppressi.
 
Troppo grave è infatti il senso di colpa per un atto che molte volte viene compiuto non solo da degli adulti ma anche con leggerezza da dei ragazzi giovani, terrorizzati dalle 'conseguenze' familiari, sociali ed economiche di una maternità o paternità non voluta alla quale erano del tutto impreparati.
 
Forse chi di dovere non ha tenuto però sufficiente conto - in termini di 'modalità', 'tempi' e 'Scienza delle comunicazioni' - dei 'fraintendimenti' se non addirittura delle 'strumentalizzazioni' di certa Stampa, specie laica o laicista per non dire atea, che non ha capito o ha fatto finta di non capire: strumentalizzazioni peraltro non difficili da immaginare.
 
Oltre che agevolare un 'pentimento' si rischia pertanto come terribile conseguenza - grazie a questo tipo di stampa ed alle suggestioni in genere dei mass-media - di favorire un aumento degli aborti, oltre al fatto che già da subito 'gruppi di pressione' e lobbies hanno cominciato a minacciare 'conseguenze' nei confronti di quei medici ospedalieri che si rifiutano di fare aborti, dichiarandosi 'obiettori di coscienza'.
 
Insomma sembra passato universalmente il 'messaggio' presso la gente meno informata (e cioè la stragrande maggioranza) che in fin dei conti l'aborto non è poi un peccato così grave, o è quantomeno 'grave come anche gli altri peccati gravi', visto che chiunque abbia una 'tonaca' può perdonarlo.
 
Ed è proprio grazie al suddetto 'messaggio' che vengono ora i peana, cioè i canti di guerra e di vittoria, non da parte dei veri penitenti ma appunto di coloro che - agnostici, laicisti per non parlare degli atei - mai si sognerebbero di andare a confessarsi per una cosa del genere neanche se avessero un confessionale ed un confessore fisso nell'androne del proprio palazzo.

Su di un piano psicologico, l'aborto può produrre ripercussioni inconsce e traumi incalcolabili in particolare per la mamma, ed ecco perché - sul piano spirituale - il perdono di Gesù Cristo nel Sacramento della Confessione, oltre che essere psicologicamente terapeutico, diventa fondamentale, non già per rimediare ad un guasto ormai irreparabile per la stessa vittima, ma quantomeno per conquistarsi una relativa pace nella propria coscienza e 'resettare' la propria anima.
 
Siamo di fronte ad un problema sociale di enorme portata: l'Organizzazione Mondiale della Sanità stima in 56 milioni all'anno gli aborti effettuati e sorvoliamo per amor di patria su quelli che vengono praticati annualmente in Italia: oltre centomila, un autentico genocidio.
 
Il mio linguaggio può sembrare crudo, ma di fronte a questo tema la Chiesa dovrebbe avere il coraggio ed il dovere di parlare con estrema chiarezza non solo in una Lettera apostolica 'una tantum', che poi viene presto dimenticata dalle masse, ma gridandolo dai tetti - o meglio ogni domenica dai pulpiti - senza stancarsi, per cercare di prevenire per quanto possibile non solo questi atti ma anche preoccupandosi soprattutto per la stessa salvezza dell'anima dei genitori responsabili.

 
Paura di 'disturbare' le coscienze e di perdere 'consensi'?
 
Ma la Chiesa cristiana non deve essere una 'Chiesa del consenso' e del 'politicamente corretto'! Anzi deve saper essere 'scorretta' al massimo, 'spada' che divide come divide la Parola di Gesù.
 
Paura di provocare un fuggi-fuggi di presenze alle Messe? Peggio di così…
 
Chi non ha nulla da rimproverarsi continuerà a venire.
 
Chi si sentirà in qualche modo 'colpevolizzato' forse non tornerà più ma avrà almeno avuto la 'chance' di acquisire preziosi elementi per riflettere ed in seguito pentirsi, chiedendo perdono a Dio e al bimbo non nato.
 
Bisogna avere coraggio di non essere 'medici pietosi'… perché è in gioco non solo la vita del nascituro ma anche quella spirituale dei genitori, i quali vanno chiamati con il loro nome: genitori!
 
Vi è però un altro aspetto importante da considerare sul quale molti - anche nel caso di bimbi non volutamente abortiti ma 'non nati' o morti dopo la nascita senza aver potuto essere battezzati - si interrogano, vale a dire la loro sorte nell'Aldilà con particolare riferimento al Limbo.
 
Ho già avuto l'opportunità di dire la mia opinione a questo riguardo ad un mio lettore che mi chiedeva - era l'anno 2007 - come avessi io interpretato l'affermazione da lui letta sulla Stampa di allora per cui Papa Benedetto XVI aveva dichiarato la 'non esistenza del Limbo'.
 
Gli avevo risposto precisando che Papa Benedetto XVI non aveva affatto dichiarato alcuna 'inesistenza' del Limbo.

Egli aveva semplicemente dato incarico ad una Commissione Teologica Internazionale di ‘esperti’ di approfondire e studiare il problema, problema peraltro già approfondito e studiato nei secoli passati in vari documenti pontifici e conciliari i quali godevano di notevole autorità e che - pur non raggiungendo un supremo valore dogmatico – concludevano per la non escludibilità del Limbo.
 
Nel caso specifico il compito della Commissione di lavoro – quindi di un gruppo di ‘esperti’ certamente autorevoli ma senza alcun potere o autorità ‘dogmatica’ – era di provare ad approfondire nuovamente il tema del Limbo, non solo quello degli adulti non battezzati ma anche quello dei bimbi: cioè la sorte dei bambini innocenti non nati o di quelli morti prematuramente dopo la nascita senza essere stati battezzati e perciò - per quelli dopo Cristo - non rivestiti della Grazia Battesimale che dovrebbe consentire loro l’accesso immediato al Paradiso, Grazia che la Dottrina cristiana prevede sia appunto legata al Sacramento del Battesimo.
 
Il rapporto della Commissione concludeva - secondo quanto ufficialmente dichiarato da un membro della Commissione stessa - che '…il Limbo rimane una opinione teologica possibile'. [1]
 
La Chiesa - per ora ancora nel dubbio - insegna dunque che la sorte dei bimbi non battezzati debba essere fiduciosamente affidata alla infinita ‘Misericordia’ di Dio.

Dove vanno allora - detto 'ufficiosamente' fra noi - le anime dei giusti non battezzati e quelle dei bimbi innocenti abortiti, o morti 'in via naturale' prima della nascita o anche morti dopo la nascita ma non ancora battezzati?
 
Se Dio oltre che Giustizia è anche Misericordia, non è possibile pensare che i 'giusti' non battezzati, e a maggior ragione i bimbi abortiti, non si salvino in qualche modo in Cielo.[2]
 
Ecco perché la riflessione teologica ha ipotizzato l’esistenza ancor oggi di una situazione di salvezza anche per costoro: cioè sempre il Limbo, quello che per l'Antico Testamento era il cosiddetto 'Limbo dei giusti e dei Patriarchi'.

Non per niente Gesù - prima di lasciare la terra - disse agli apostoli che dopo di Lui sarebbe venuto lo Spirito Santo per farci comprendere le cose che Egli aveva detto ma che gli apostoli non avevano capito.
 
Così come i ‘giusti non battezzati’ (seguiamo il ragionamento…), prima della Redenzione e dell’istituzione del Sacramento del Battesimo, erano nel Limbo (le cui porte furono spalancate al Paradiso dopo la 'discesa di Gesù agli Inferi' in forza dello avvenuto glorioso Sacrificio redentivo e della Resurrezione) così non è stato difficile ipotizzare che quel Limbo (svuotato da quella prima solenne sorta di ‘amnistia generale’ per costituire il primo Corteo di Santi che avrebbero seguito in Cielo il Gesù Trionfante) fosse stato mantenuto e fosse tornato gradatamente a riempirsi di ‘giusti non battezzati’.
 
Se quindi la 'speculazione teologica' è arrivata ad ipotizzare la continuità dell'antico Limbo, realtà per ora non ancora teologicamente meglio definita, noi possiamo avvalerci - senza tuttavia alcuna pretesa di possedere la Verità – della stessa capacità di 'speculazione' sulla base di quanto – sul Limbo – emerge dalle ‘rivelazioni’ fatte alla grande mistica Maria Valtorta.
 
Da esse emerge che il Limbo, da molti inteso come uno stato o un luogo di soggiorno delle anime, ha continuato e continua ad esistere.
 
Sarebbe una realtà dove non solo le anime dei ‘giusti non battezzati’ - ma anche quelle dei bimbi volutamente abortiti o non nati (perché morti naturalmente) oppure morti dopo la nascita senza il Battesimo Sacramentale che li purifica dalla Macchia del Peccato originale - confluiscono e sostano in attesa che, alla fine del mondo, vengano loro aperte le porte del Paradiso.
 
Alla fine del Tempo - si legge infatti in alcune rivelazioni alla mistica di Gesù e dello Spirito Santo - le anime dei ‘giusti non battezzati’, come pure quelle dei bimbi suddetti, avranno come Battesimo quello del Sangue del Redentore che li purificherà del tutto come fa l’Acqua del Sacramento Battesimale.[3]
 
Concludo questo mio 'Pensiero a voce alta' con una importantissima precisazione, concernente gli aborti volutamente provocati, ricavata dalle rivelazioni contenute nell'Opera della mistica.
 
Vi si parla infatti di un ‘giudizio inesorabile e severissimo dato da Dio a quelli che sopprimono una vita, anche embrionale, o appena venuta alla luce, vietandole di ricevere il Sacramento che leva la Colpa d’origine, perché a causa di ciò queste piccole creature, per secoli e millenni sino al Giudizio universale, saranno separate da Dio…’.
 
Ovviamente, un 'Giudizio inesorabile e severissimo'… salvo un pentimento e contrizione perfetta per il 'malfatto' con il proposito di non commetterlo più.
 
Ma più in particolare nell'Opera si legge (i grassetti sono miei):[4]
 
«… Grande numero di giusti attendevano da secoli e millenni che la Redenzione, purificandoli dalla Colpa, permettesse il loro entrare a far parte del Regno di Dio, dove entra solo chi ha in sé la Vita soprannaturale.
 
Ancor più grande numero di uomini, venuti dopo il Cristo, attendono di entrarvi quando sarà compiuta la loro purificazione dalle colpe gravi volontarie, o quando la Giustizia perfettissima aprirà i Cieli a tutti coloro che vissero e agirono con carità e giustizia, secondo la legge della coscienza, per servire ed onorare così l’Ente che sentivano essere, facendo così parte dell’anima della Chiesa.
 
Non si può pensare che Dio, Carità perfetta che ha creato tutte le anime, predestinandole alla Grazia, escluda dal suo Regno quelli che, non per propria causa, non hanno ricevuto il Battesimo. Quale colpa hanno commessa?
 
Spontaneamente vollero nascere in luoghi non cattolici?
 
Sono responsabili i neonati, morti nel nascere, di non essere battezzati?
 
Può Dio infierire su tutti questi che non sono “chiesa” nel senso stretto della parola, ma che lo sono avendo ricevuto l’anima da Dio ed essendo morti innocenti perché morti nel nascere, od essendo vissuti da giusti per loro naturale tendenza a praticare il bene per onorare così il Bene supremo che tutto, in loro e intorno a loro, testimoniava essere?
 
No.
 
Ed è cosa probante, che così non sia, il giudizio inesorabile e severissimo dato da Dio a quelli che sopprimono una vita, anche embrionale, o appena venuta alla luce, vietandole di ricevere il Sacramento che leva la Colpa d’origine.
 
Perché questo rigore, se non perché per secoli e millenni quelle anime di innocenti vengono separate da Dio, in uno stato non di pena, ma neppur di gaudio?
 
Può pensarsi che il Buonissimo, che ha predestinato tutti gli uomini alla Grazia, defraudi di essa coloro che non per spontanea elezione non sono cattolici?
 
«Molte sono in Cielo le dimore del Padre mio» ha detto il Cristo. Quando non sarà più questo mondo, ma vi sarà un nuovo mondo, un nuovo cielo, e i nuovi tabernacoli della Gerusalemme eterna, e tutta la creazione razionale avrà la sua glorificazione con l’esaltazione dei Risorti, che furono dei giusti, al possesso del Regno eterno di Dio, anche coloro che furono uniti soltanto all’anima della Chiesa avranno la loro dimora in Cielo, perché solo Cielo ed inferno rimarranno eterni, e non può pensarsi che la Carità danni al supplizio eterno creature immeritevoli di esso…». [5]
 
 

 

 
[1] “La teoria del Limbo non è esclusa”, afferma un membro della Commissione Teologica Internazionale.
Parla suor Sara Butler, missionaria Serva della Santissima Trinità
CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 4 maggio 2007 (ZENIT.org).-
“La teoria del Limbo non è esclusa”, ha detto suor Sara Butler, missionaria Serva della Santissima Trinità, dal 2004 membro della Commissione Teologica Internazionale.
Il 20 aprile scorso la Commissione, un corpo consultivo di 30 teologi di tutto il mondo scelti dal Papa, ha emesso un documento, commissionato sotto Papa Giovanni Paolo II, dal titolo “La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere stati battezzati”.
In un’intervista rilasciata alla rivista statunitense Inside the Vatican, suor Sara Butler, che insegna Teologia Dogmatica al St Joseph's Seminary di Dunwoodie (New York), ha spiegato che “il rapporto conclude che il Limbo rimane un’‘opinione teologica possibile’”.
[2] In merito alla salvezza dei ‘giusti non battezzati’ vedere l’Opera della grande mistica moderna Maria Valtorta: ‘L’Evangelo come mi è stato rivelato’,  ultima edizione, Vol. VII, Cap. 444, nonché l’altra sua opera fondamentale: ‘Lezioni sull’Epistola di Paolo ai romani’ (c.II, v.9-10-11) - Dettato del 14.1.48, pagg. 58/60 – Centro Editoriale Valtortiano
[3] Maria Valtorta: ‘Lezioni sull’Epistola di Paolo ai romani’ (c.II, v.9-10-11) - Dettato del 16.1.48, pagg. 60/62 – Centro Editoriale Valtortiano
[4] Maria Valtorta: ‘I Quaderni del 1945-1950' – senza data, Ed. 2006 , pag. 517 – C.E.V.).
[5] Dell'autore il tema è trattato in molti punti delle sue opere, e in particolare anche in 'Pensieri a voce alta', http://www.ilcatecumeno.net/pensieri.htm
N. 020. Il Limbo, questo sconosciuto…!
N. 021. Una cultura di morte, i bimbi 'non nati'…
N. 038. Processo al Limbo. allora parliamone ancora!
N. 043. Continuiamo pure a parlare di Limbo, se ce lo chiedono.
 



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