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Pubblicato da in Lezioni spirituali di P. Enzo Redolfi ·
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VERITAS
Un aiuto per credere e vivere in Dio
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Omelia
21 DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - A
Il Vangelo di questa domenica inizia con una domanda che Gesù pone ai suoi discepoli: La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo? Questa domanda, rivolta agli apostoli, viene posta anche a noi: Voi chi dite che io sia?
Chi è Gesù? Un profeta? Un santo? Un filosofo? Un predicatore? Un guaritore? Un uomo straordinario? Queste risposte dicono qualcosa del Cristo, ma non dicono tutto. Manca la risposta più importante: Gesù è Dio. Non è solo un profeta, un santo, un filosofo, un grande uomo. Gesù è Dio, l'inviato dal Padre nel mondo, per insegnare la verità completa e redimere l'uomo peccatore. Facciamo quindi nostre le parole dell'apostolo Pietro: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!
A coloro che credono in Lui, come vero uomo e vero Dio, Gesù risponde: Beato te, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. Sì, umanamente è impossibile capire come un uomo possa essere Dio, come una carne possa essere Spirito e come un personaggio storico possa essere l'Eterno. Ma è per questo che per credere in Gesù non bisogna fidarsi né della carne né del sangue, cioè delle capacità umane, bensì affidarsi al Padre nostro che è nei cieli, cioè a Colui che ci rivela la verità. In altre parole, non è la scienza e l'intelligenza che possono spiegare la fede, bensì la fede stessa, cioè la filiale adesione alla parola del Padre. Solo chi crede capisce. Solo chi è umile crede. Solo chi cerca trova.
Gesù è Dio e Lui ha detto di essere venuto a rivelare la verità, compiendola dove era imperfetta e restaurandola dove era corrotta. La religione cristiana è l'unica religione vera, soprannaturale, perfetta, divina. Tutte le altre fedi sono un tentativo, più o meno vero e giusto, di raggiungere la verità, di praticare le virtù, di credere nell'al di là.
Il Profeta non è Maometto, ma Cristo. Il primo fu un peccatore, il secondo fu un santo. Il primo uccise, il secondo si fece uccidere. Il primo si circondò di mogli, il secondo visse la castità. Il primo marcì nella terra, il secondo risuscitò dai morti. Il primo era uomo, il secondo era Dio. Non vi è quindi paragone fra la religione cattolica e l'islam, o le altre religioni non cristiane. Per questo è detto: Davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua (Libro di Isaia 45,23). E ancora: Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre (Lettera di Paolo ai Filippesi 2,6-11).
La Chiesa è la pietra sulla quale è scritta, con caratteri indelebili come sulle due tavole di Mosè, la legge di Dio. Nessuna tempesta potrà scalfire o cancellare le perenni lettere della verità. Per questo dice il Signore: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno contro di essa. Nessuno potrà intaccare la sacralità della Chiesa, volendo rendere la sua santa presenza un'istituzione terrena o volendo adattare la sua divina dottrina alla mentalità umana. La Chiesa non passerà mai. Passeranno i dirigenti che la organizzano, cambieranno i pastori che la guidano, diminuiranno i fedeli che la compongono, esulteranno gli infedeli che la tradiscono, ma la vera Chiesa non passerà, perché Cristo vive in essa e la vivifica col suo Spirito.
Dove c'è Cristo c'è luce, sapienza e verità. Perciò ai suoi fedeli servitori sono concesse le chiavi della dottrina per entrare nel regno dei cieli. Tutto ciò che gli amici di Cristo legano, sarà legato; e tutto ciò che sciolgono, sarà sciolto, per indicare che nel cattolicesimo regna la perfetta comunione con il Signore e la sicura interpretazione della sua Parola.
Non c'è salvezza all'infuori della Chiesa, perché solo Gesù Cristo, che è Dio, è la Via, la Verità e la Vita. La Chiesa è il nuovo Israele, rappresentato nella persona di Eliakim come descritto nella prima Lettura. La "tunica" e la "cintura", di cui parla oggi il profeta Isaia, rappresentano rispettivamente il sacerdozio e la dottrina che Israele ha perso per la sua infedeltà e che il nuovo popolo di Dio ha ricevuto per volontà divina. Così, solo attraverso i discepoli di Cristo, che hanno ricevuto la chiave della casa di Davide, sarà ristabilita sulla terra la regale sovranità e praticata fra gli uomini la divina giustizia.
La Chiesa ha le chiavi del regno dei cieli: attraverso di essa si raggiunge Dio. Solo alla fine dei tempi, quando il nuovo popolo di Dio avrà terminato la sua missione di maestro e di custode della verità, le chiavi saranno riconsegnate all'Eterno e Lui solo deciderà chi accogliere nel suo regno e chi escludere, per dare una dimora infinita di gloria ai suoi eletti e a chi, anche se non ha creduto in Lui dicendo: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, si sarà almeno sforzato di vivere la virtù.
Lezione
HO VISTO L'ALDILÀ
Testimonianza di Gloria Polo (Venezuela 2005)
Sono felice di potervi raccontare ciò che mi è successo qualche anno fa. Con mio nipote eravamo in cammino verso l'università. Pioveva a dirotto. Quando stavamo per saltare una pozzanghera fummo raggiunti da un fulmine. Mio nipote morì subito. Quanto a me, il fulmine mi entrò dal braccio e mi bruciò tutto il corpo. Ebbi un blocco cardiaco e rimasi a terra, senza vita.
Mentre il mio corpo stava a terra, mezzo carbonizzato, io mi trovai dentro un meraviglioso tunnel bianco, pieno di luce bellissima, che mi dava una pace e una felicità che non posso descrive. Io vagavo contenta dentro quello spazio. In fondo vedevo una luce ancora più forte, come un sole, stupenda. Mentre andavo in direzione della luce, dicevo a me stessa: "Sono morta!". Pensai ai miei figli e mi sentivo in colpa per non averli amati abbastanza. Vidi le persone della mia vita, vive e morte. Abbracciai i miei cari genitori e i miei nonni defunti, nello stesso istante. Arrivata in fondo al tunnel, vidi un luogo bellissimo, un giardino di colori e luci, meraviglioso. Scorsi mio nipote entrare in quel giardino, intuendo però che io non vi sarei entrata. In quel momento, sentii la voce di mio marito che piangeva su di me dicendo: "Gloria! Non lasciarmi! Gloria, ritorna! I nostri figli hanno bisogno di te!". Lo vedevo piangere, con molto dolore. Allora il Signore mi concesse di ritornare, anche se io avrei preferito stare dov'ero perché quella pace mi affascinava. Cominciai a scendere verso il mio corpo, ormai freddo e senza vita. Vedevo i medici che davano scosse elettriche al cuore per rianimarmi. Guardando il mio corpo, posi i piedi della mia anima sopra la testa - l'anima ha forma umana come il corpo - e con fatica entrai, come se mi risucchiasse. Fu molto penoso entrare. Poi sentii i medici esultare di gioia per il mio ritorno alla vita, anche se mi davano poca speranza di guarigione. Rimasi in coma profondo per vari giorni.
Durante questa esperienza capii che la mia relazione con Dio era molto debole e che le attrazioni del mondo mi avevano trascinato verso la perdita della grazia. Mi ero allontanata dal Signore, parlavo male della Chiesa e mettevo tutto in ridicolo. Non avevo paura del peccato e consumavo la mia vita per cose inutili. Dicevo addirittura che il demonio non esisteva, che era un'invenzione dei preti, idee inventate per manipolare la gente. Anche riguardo a Dio dicevo che non esisteva e che noi siamo frutto dell'evoluzione naturale. Vidi alcuni demoni che pretendevano la ricompensa per le mie bestemmie e che mi reclamavano per portarmi con loro. Che terrore! Sogghignavano e mi accusavano. Mi resi allora conto che la mia più grande infamia fu quella di aver detto che il diavolo non c'è. Far credere che lui non esiste:ecco il più grande stratagemma che permette a Satana di lavorare senza essere disturbato! Ed egli era là, cercando di prendermi. Immaginate che spavento! Che terrore! Sotto di me c'era infatti un abisso spaventoso, orribile. Credevo che ormai non c'era alcun rimedio e che ero destinata ad entrare là dentro, senza poter mai più uscire. Era la morte spirituale della mia anima, la mia perdizione eterna. Stavo per entrare in quel buco orrendo, quando l'arcangelo San Michele mi afferrò. Che momenti! Non ho parole per descrivere il mio affanno e la mia disperazione.
Vidi le anime del purgatorio che pregavano per me, affinché non fossi lasciata cadere nel baratro. Erano moltitudini di persone che facevano un gran lamento. Sapete qual è il loro più grande dolore? Vedere i propri familiari peccatori e lontani da Dio. Quelle povere anime hanno infatti bisogno della santità di coloro che sono rimasti sulla terra. Hanno bisogno di penitenze e opere buone, oltre che di preghiere e suffragi.
Quando gridai che ero cattolica e che non meritavo quel castigo, vidi i miei genitori in posizione di preghiera, ed ebbi una grande gioia. Gridai: "Papà! Mamma! Salvate la vostra Gloria!". Dopo un po' sentii la dolce voce del Signore, bellissima, potente, una voce armonica e calda che mi inondò di gratitudine e di pace, e che fece fuggire tutte le creature demoniache che mi accusavano. Anche Satana se ne andò via furibondo, imprecando e bestemmiando. Allora vidi la Santissima Vergine Maria. Intercedeva presso il Figlio e gli presentava tutte le preghiere della gente che pregava per me. Purtroppo non poteva offrire a Gesù la mia devozione per Lei, perché non l'avevo mai pregata.
Per farmi cosciente dei miei errori, il Signore Gesù mi esaminò sui dieci comandamenti e mi mostrò la mia infedeltà e ipocrisia nell'amare Dio e il prossimo. Mi fece conoscere che io non avevo amato come si deve i miei genitori, onorandoli per le fatiche che avevano fatto per me per farmi crescere come si deve. Anzi mi ero dimenticata di loro, quando stavo bene e avevo soldi. Non capii il valore della preghiera e della meditazione sulla Parola di Dio, perdendo tempo prezioso e dimenticandomi che avevo un'anima da salvare.
Il Signore mi mostrò lo stato miserabile della mia anima, anche per aver criticato i sacerdoti. Che grande vergogna davanti a Gesù che li ama! Non fate mai come me. Non criticateli, ma pregate e sacrificatevi per loro. Aiutateli nel loro importante ministero! Il demonio odia la Chiesa, perché fino a quando ci saranno sacerdoti, attraverso di loro continuerà a realizzarsi il miracolo dell'Eucarestia che rende presente Cristo sulla terra. Il demonio odia quelle mani che consacrano, quelle bocche che predicano, quelle menti che pregano, e vorrebbe corromperle in tutti i modi, anche se non può togliere ad esse il loro sacro ufficio. Il demonio attacca continuamente gli apostoli di Gesù, e molti si lasciano sedurre dagli allettamenti del mondo e dal sesso. Sono allegri e conviviali, ma manca in loro la vera carità che è quella della grazia. Non sono asceti. Sono molto impegnati socialmente, ma pregano poco e non fanno penitenza.
Il demonio odia l'Eucarestia, perché è la porta aperta per il cielo. È la grande grazia che Dio ha dato alla Chiesa Cattolica per tutta l'umanità. Solo attraverso il sacerdote, infatti, riceviamo Gesù e il perdono dei peccati, poiché il sangue dell'Agnello continua a lavare le nere macchie dell'anima. Il sacerdote è il nemico di Satana, il suo tormento quotidiano.
Dietro il peccato c'è sempre il demonio, e siamo noi che, liberamente, gli apriamo la porta. Perciò se Dio ci sembra lontano o assente, è perché noi siamo lontani da Dio e lo escludiamo dalla nostra vita. Se pecchiamo dobbiamo riparare il più presto possibile, con la preghiera, con la penitenza, con gli atti d'amore e soprattutto con la Santa Messa in cui Cristo si sacrifica per noi, altrimenti dovremo riparare in purgatorio. Ogni volta che andiamo a Messa, Dio ci dà la grazia di riparare il male che abbiamo fatto. Sì, la riparazione è qualcosa che non prendiamo sul serio, ma è molto importante per morire in grazia di Dio. Quando saremo nell'altro mondo, il Signore ci mostrerà le conseguenze dei nostri peccati e tutto il male che abbiamo fatto agli altri, senza esserci disposti con impegno a riparare. Molto più meritorio il purgatorio sulla terra, che quello oltre la vita, perché il primo è libero e meritorio, mentre il secondo è obbligatorio e dovuto.
Il demonio è un grande genio maligno e perverso, che mantiene in schiavitù molta gente attraverso i piaceri della carne, le preoccupazioni della vita, le teologie errate, come quelle che negano la sua esistenza. È così astuto da far credere che lui non esiste, in modo da poter agire liberamente senza ostacoli e condurre tutti alla perdizione. Arriva a confondere perfino coloro che credono in Dio, insinuando dubbi e provocando errori su molti argomenti della fede.
Nostro Signore è un Dio innamorato e, nella misura in cui chiudiamo le porte al male, Egli apre le porte della grazia e scrive le nostre opere buone nel Libro della vita. Quando apre quel Libro vediamo la nostra esistenza, a partire dal momento della fecondazione. Vediamo tutta la nostra vita, ogni atto e le sue conseguenze in bene o in male, in noi e negli altri; vediamo i nostri pensieri e nostri sentimenti, vediamo i pensieri e i sentimenti degli altri. Tutto come in un film. Comincia con il concepimento, e poi avanti fino alla fine. Rimaniamo altresì commossi di come eravamo nella nostra fanciullezza, godendo della nostra anima buona e innocente di allora.
Il Signore mi chiese: "Che cosa hai fatto dei talenti che ti ho dato?". Io provai grande vergogna e rimorso per non aver vissuto secondo le legge divina. Infatti quello che facciamo ha le sue conseguenze, per noi e per gli altri. Tutti vedremo quello che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto. Vedremo gli effetti del bene e del male nel Libro della vita, quando ci presenteremo davanti a Dio per essere giudicati. Egli, che è Padre, è innamorato di noi e fino all'ultimo parla alla nostra coscienza per convertirci. Non condanna mai. Lascia che siano le nostre opere a condannarci o a glorificarci.
Rimasi stupita di quanto buono è il Signore. Mi disse: "Io sono la Misericordia. Vuoi il mio perdono?". Con che dolcezza disse queste parole! Mi resi conto che Dio ama tutti, indipendentemente se siamo buoni o cattivi. Ci ama così tanto che perfino nell'ultimo momento viene a visitarci, e con tanta tenerezza ci abbraccia con tutto il suo Amore e ci domanda se vogliamo credere in Lui per essere salvati. Ma se non accettiamo e non gli chiediamo perdono, consentendo ai suoi rimedi purgativi per santificarci, ci lascia liberi di seguire quello che scegliamo. Alcuni, infatti, anche se lo vedono così buono e indulgente, lo odiano e lo maledicono, sprofondando nell'abisso.
Rendendomi conto che stavo cadendo nella voragine tremenda e scura dell'Abisso, dalle anime buone mi fu ispirato di gridare: "Gesù, Salvatore, Figlio di Dio, abbi pietà di me! Dammi una seconda opportunità!". In quel momento capii che Gesù, grazie alle preghiere di mia mamma e di persone sante, viventi e defunte, mi stava salvando dal baratro e mi ridava vita per ritornare nel mondo e testimoniarlo. Non potete immaginare che sollievo e che gioia, poter ritornare a casa e ricominciare una vita nuova. Capii, infatti, il grande potere della preghiera. Vidi come delle piccole fiammelle di luce, migliaia e migliaia, salire dalla terra alla presenza del Signore; piccole fiamme, bianche, piene di amore. Erano le preghiere di molte persone che pregavano per me, che si commuovevano dopo aver visto nei giornali e nella televisione quello che mi era accaduto, pregando e offrendo Sante Messe per me. Sì, il più grande regalo che si può dare a qualcuno è la Messa. Non esiste niente di più grande per aiutare il prossimo, se non la Santa Messa, perché essa non è opera umana, ma divina. È una grazia immensa!
Alla fine il Signore mi disse: "Ti permetto di tornare sulla terra, per dare la tua testimonianza e per ricordare che la vita è una sola e bisogna viverla bene, perché poi si entra nell'eternità". Dio ci dà molte opportunità per salvarci. Non vuole che ci condanniamo, ma che viviamo con Lui in paradiso, per sempre. Anche a voi il Signore aprirà il Libro della vita e passerete questo momento di resoconto. Non tremate pensando a quel momento; ma non peccate, ora che siete ancora vivi, perché poi non ci sarà più tempo di acquistare meriti sulla terra!



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