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Pubblicato da in Lezioni spirituali di P. Enzo Redolfi ·
Tags: Omelie
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Omelia
5 DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B) - 4 FEBBRAIO
Il Vangelo di questa domenica ci presenta una tipica giornata del Signore, fatta di carità, di preghiera, di predicazione, che costituisce per noi una sintesi chiara e precisa di come dovrebbe essere la nostra vita cristiana. Gesù è infatti il nostro Maestro, non solo perché ci insegna ciò che dobbiamo fare, ma anche perché fa ciò che dobbiamo insegnare. È un maestro vero, perché ha vissuto ciò che ha predicato.
Ecco dunque i tre punti fondamentali delle vita cristiana:
1. Carità.
Dice l'evangelista Marco: Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni.
Una prima condizione per essere cristiani è quella di essere persone di carità materiale e spirituale. Tanti sono malati moralmente e spiritualmente, oltre che corporalmente. Noi possiamo fare tanto per loro, perché la miglior prevenzione e la miglior terapia di ogni malattia è l'amore. Infatti, dal momento che fu il peccato a creare il disordine, la sofferenza e la morte, è chiaro che è la virtù ciò che restaura il peccato e con il peccato le sue conseguenze. L'amore può vincere anche la morte. Ecco perché è detto: Forte come la morte è l'amore (Cantico dei Cantici 8,6).
L'amore preserva, l'amore guarisce, l'amore edifica, l'amore salva, l'amore santifica, l'amore glorifica. È per questo che Gesù, nel Vangelo, ci parla tanto di carità, vivendola di persona. Con l'amore si vincono le guerre ancor prima di cominciarle, perché non si comincia ciò che non si ama. Se infatti l'uomo, nel corso dei secoli, avesse ascoltato il Signore, quante sofferenze e quante morti sarebbero state annullate ancora prima di essere causate!
Il cristiano deve imitare il Maestro, il discepolo deve seguire la Disciplina. Anche i demoni fuggirebbero dalla terra se sulla terra si fuggisse il demonio, praticando gli insegnamenti del Signore, poiché se non c'è domanda non c'è nemmeno offerta.
Il peccato è la causa della malattia e della morte, dirette o indirette, immediate o future. Perciò imitando Gesù, che è la Virtù in persona, possiamo anche noi diventare persone virtuose e guarire le malattie di questo mondo, guarire le sue povertà, i suoi disordini, le sue corruzioni, le sue infedeltà.
2. Preghiera.
Dice l'evangelista Marco: Al mattino Gesù si alzò quando ancora era buio e si ritirò a pregare.
Una seconda condizione per essere cristiani, sempre meditando il Vangelo di oggi, è quella della preghiera, che è la fonte della vita cristiana e l'alimento per la vita dell'anima. La preghiera è una componente fondamentale del cristianesimo, perché è l'espressione del nostro amore per Gesù e quindi della nostra fede in Dio. Dà forza al nostro amore, dà fondamento alla nostra speranza, dà sostegno alla nostra fede.
La preghiera è il nostro cibo quotidiano, perché mantiene e incrementa l'amore per Gesù e l'intima unione con Lui. È ascolto dello Spirito che parla in noi, il Quale ci chiama a fare il bene, a seguire la santità, a rinnegare il peccato, a nutrirci di sapienza, a illuminarci di verità.
Come il cibo è la vita del corpo, così la preghiera è la vita dell'anima. Senza di essa l'anima muore. Non perché le altre virtù non contino nulla, ma perché nulle sono le virtù e muoiono se manca l'orazione che le alimenta, se manca la forza soprannaturale che viene dall'unione con il Signore.
La preghiera è la forza della virtù e la virtù che dà forza. Senza l'unione con Dio si perde la capacità di capire e la capacità di amare, perché attraverso di essa riceviamo la grazia necessaria per fare il bene. Dice infatti il Signore: Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Vangelo di Giovanni 8,12).
Gesù, pur essendo Santo, pregava molto. Tanto più noi, che siamo peccatori, dobbiamo imitare Gesù.
3. Predicazione.
Dice infine l'evangelista Marco: E Gesù andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe.
Una terza condizione per essere cristiani è quella dell'annuncio della Parola, cioè della testimonianza anche verbale della verità che professiamo. La Parola è importante, dal momento che la Parola si è fatta Carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi. Dice il Signore: Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chi è dalla verità, ascolta la mia voce (Vangelo di Giovanni 18,37).
Ascoltare la voce di Dio è fondamentale, poiché è ascoltando che si conosce, è conoscendo che si crede, è credendo che si ama. Ma come si può ascoltare la Parola se non c'è nessuno che la predica? Dice infatti l'Apostolo: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? ... La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo (Lettera di Paolo ai Romani 10,13-14.17).
Il cristiano è chiamato ad annunziare la Parola di Dio, anche con la voce, testimoniando con la bocca la fede che professa nel cuore, in modo che la verità sia annunciata e l'annuncio conosciuto. Non dobbiamo perciò temere di professare la nostra fede, specialmente verso chi ha una fede incompleta o sbagliata. Dalla fede dipende la salvezza, ecco perché non c'è salvezza all'infuori della fede e non c'è gloria. Disse Gesù:Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato (Vangelo di Marco 16,15-16).
Oggi il Salvatore ci parla senza dire una parola, poiché la sua vita è già una parola. Impariamo da Lui a vivere la carità, la preghiera, la predicazione, condizioni necessarie per considerarci veri discepoli del Maestro e autentici cristiani.
Lezione

LETTERA DI UN BAMBINO MAI NATO

Cara mamma,
prima di formarmi nel tuo grembo, Dio mi conosceva. E prima ancora che potessi uscire alla luce, mi aveva consacrato ad essere un suo figlio. Mentre ero intessuto nelle profondità del tuo corpo, era Lui che nel segreto formava le mie ossa e ordinava le mie membra, come anche ordinò le tue quando ancora non eri. Ascolta infatti queste parole di verità che ti vengono dal cielo: Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato (Libro di Geremia 1,5); E queste altrettanto sacre: Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno (Salmo 138,15-16).
Mamma! Ero destinato all'esistenza e tu me l'hai negata. Mi stavo aprendo alla vita e tu me l'hai tolta. Hai fatto a me ciò che tu non avresti mai fatto a te stessa, capovolgendo l'insegnamento del Maestro (Vangelo di Matteo 7,12). Ero una creatura nuova, col mio cuoricino che palpitava in te, vicino al tuo, felice di esistere e impaziente di nascere per vedere il mondo. Volevo uscire alla luce, vedere il tuo volto, il tuo sorriso, i tuoi occhi, e invece tu mi hai fatto morire, e in quel modo! Che orrore e che dolore con quel ferro maledetto che mi schiacciava la testa! Gridavo, ma tu non mi sentivi. Solo Dio conosceva la mia disperazione. Hai fatto violenza contro di me senza che io potessi difendermi. Ero come in una gabbia con un leone che mi sbranava e senza poter uscire. Perché? Perché hai ucciso la tua creatura? Che colpa ne avevo? Che male ti ho fatto?
Sognavo di essere fra le tue braccia, essere baciato dalla tua bocca, essere coccolato, sentire il tuo profumo soave e l'armonia della tua voce. Sarei diventato una persona importante e utile alla società, amato da molti, perché ero intelligente, come te. Forse sarei diventato uno scienziato, un artista, un insegnante, un medico, un ingegnere, o magari un apostolo di Dio. Avrei avuto anch'io un coniuge da amare, dei figli da crescere, dei genitori da assistere, degli amici da condividere, dei fratelli da edificare, dei valori da custodire, gioia e pace per quanti mi avessero conosciuto.
Era bello stare nella tua pancia, al caldo e al sicuro, vicino al tuo cuore, cullarmi nel tuo grembo, sentire le tue emozioni e attendere il grande giorno della luce per incontrarmi con te e papà, vedere questo mondo meraviglioso, opera di Dio e perla dell'universo. Sognavo già di correre fra i prati in fiore, rotolarmi sull'erba fresca, rincorrerti e giocare a nascondermi, e poi portarti un fiore nelle mie manine per dirti che ti amavo, e poi essere abbracciato e coperto di baci. Sarei stato il sole della tua casa e la gioia della tua vita.
Stavo formandomi bene, sai? Ero bello, perfetto e sano come te e papà. I miei piedi, le mie mani, la mia mente, si stavano formando in fretta, perché volevo vedere questa meraviglia che è il mondo, vedere il sole, la luna, le stelle, il mare e stare con te, mamma! Il mio cuore palpitava per te e prendeva il tuo sangue. Quando mangiavi, mangiavo anch'io e mi piaceva quando eri felice. Crescevo bene, io, vita della tua vita. Ma tu non mi hai voluto! Anche ora non posso capire come hai potuto eliminarmi senza sentirti straziare il cuore. È un orrore che mi tormenta anche quassù, in cielo, fino a quando tutto sarà compiuto e il tempo non sarà più. Non posso credere che la mia mamma, e chi con te, abbia voluto uccidermi!
Tu, che sei la figlia del Padre, come hai potuto tradire il Padre del tuo figlio? Non pensavi che anche tu nascesti nella pancia di una mamma? Non pensavi ai tuoi genitori, che tanto hanno fatto per te, disonorandoli col tuo gesto orribile? Perché hai fatto pagare a me il tuo errore? Perché mi hai giudicato un intruso per i tuoi piani? Perché hai disprezzato la grazia di essere mamma e la Mamma della grazia che è Maria Santissima, Vergine, Madre, Sorella e Sposa dell'Altissimo? Lei che amava tanto il Signore da partorirci il Signore della vita!
I perversi ti hanno traviato il cuore e tu non hai voluto ascoltare Gesù, il Maestro, che insegnò il bene della verità e la verità del bene. Non hai creduto in Dio, non hai voluto credere e ascoltare la sua parola d'amore, non hai voluto seguire la sua via di verità. Hai venduto la tua anima per un piatto di lenticchie, come Esaù (Libro della Genesi 25,29-34). Oh! se in quel momento avessi ascoltato la coscienza che gridava in te o un buon sacerdote, anziché lo psicologo, avresti trovato la pace! ed io ci sarei ancora. Per un momento di prova, Dio ti avrebbe dato un'eternità di gloria. Per un po' di tempo consumato per me, Egli ti avrebbe dato l'eternità con Lui. Per un piccolo sacrificio, Egli ti avrebbe dato un tesoro immenso.
Chi ti ha ingannata fino a questo punto? Forse l'uomo che amavi o credevi di amare. Anche lui dovrà scontare il suo peccato. Forse più del tuo, perché non ti ha aiutata in quel momento, non ti ha consolata, ma anzi ti ha abbandonata, ti ha tradita ed è fuggito come un vile. Non ti amava. Gli piaceva solo il tuo corpo. Ti sembrava che ti volesse bene? No. Amava solo la tua bellezza femminile, era attratto dal senso. Non ti amava. Sai cos'è l'amore? Io lo so, perché sono in cielo. L'amore non è la povera passione terrena e corporale. L'amore è amare la persona in tutto, specie nella sua anima. L'amore è volersi bene sempre, nella gioia e nel dolore, nella prova e nella tranquillità, nella salute e nella malattia, nella ricchezza e nella povertà, nella giovinezza e nella vecchiaia. L'amore è amarsi nell'anima, oltre che nel corpo, cercando di portare alla vita eterna chi si ama. L'amore è amare come ci ama Dio.
Mamma! lo capirai un giorno che l'anima ha un valore immenso e che chi perde l'anima perde se stesso. Ascolta queste divine parole: Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi (Vangelo di Marco 8,35-38).
Ti avrei dato tanta gioia, mamma! Sarei stato il tuo "bambino" per tutta la vita, il tuo tesoro, il tuo amore, la luce dei tuoi occhi. Ti avrei amata di amore vero, per tutta la mia esistenza. Ti avrei accompagnata nella vita, consigliata nel dubbio, rafforzata nella fede, aiutata nel lavoro, arricchita nella povertà, rallegrata nel dolore, consolata nella solitudine, premiata nella carità, assistita nella morte, amata per sempre. Non mi hai voluto! Satana ti ha ingannata, il peccato ti ha legata, la lussuria ti ha sedotta, la società ti ha corrotta, il benessere ti ha accecata, la paura ti ha schiacciata, l'egoismo ti ha vinta, la Chiesa ti ha giudicata.
Tu, mamma, eri il frutto della vita e hai privato la vita del suo frutto! Hai dimenticato i Comandamenti e li hai considerati legge per bambini o per stupidi, mentre in verità sono precetti divini scolpiti sulla roccia, i quali non passeranno mai, nemmeno dopo che è passato il mondo. Ascolta ancora: Finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure una virgola o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto ... Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Vangelo di Matteo 5,18; 24,35). Mamma, se avessi osservato il precetto dell'amore! saresti stata considerata grande nel regno dei cieli (Vangelo di Matteo 5,19).
Non sai che io avevo già un'anima immortale e che ti avrei preceduto nell'altra vita? Non ricordi le parole di Gesù? Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nell'inferno (Vangelo di Matteo 10,28). Il diavolo, che ha ucciso la mia carne, non poteva uccidere il mio spirito. Per questo io sarò il tuo rimprovero nell'al di là, finché non verrai da me in paradiso.
Uccidendo momentaneamente il mio corpo, hai rischiato di uccidere eternamente la tua anima. Ma spero, madre mia, che il Signore abbia misericordia di te e che un giorno tu possa venire qui, nella Luce. Io ti perdono, perché Satana ti ha ingannata e tu hai mangiato, proprio come disse Eva: Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato (Libro della Genesi 3,13), ma dovrai scontare il tuo peccato e la tua disobbedienza. Sappi, infatti, che Dio è giusto oltre che misericordioso. Anche il tuo "consorte" sarà punito duramente, perché non ti ha aiutato e non ha temuto Dio.
Quando sarai purificata, quando avrai conosciuto la santità della legge divina e la stoltezza della vanità umana, quando avrai sperimentato la disgrazia di perdere Iddio, allora sarai pronta per venire da me e io ti accoglierò con gioia, ti abbraccerò, ti bacerò e ti consolerò per lo sbaglio che hai commesso e per la passione che ti ha sedotto. Io ti amo e ti perdono. Infatti, prima di accoglierti fra le sue braccia, il Signore mi domanderà: "Figlio, hai perdonato alla tua mamma?". Ed io gli risponderò: "Sì, Padre! Per la mia morte ti chiedo la sua vita". Allora Egli potrà guardarti senza rigore. Non avrai paura di Lui, anzi ti meraviglierai della sua immensa misericordia e piangerai di gioia e di riconoscenza, perché Gesù è morto anche per te. Capirai allora quanto Egli meritava il nostro amore.
Vedi, mamma? sarò io la tua salvezza, dopo che tu fosti la mia rovina. Io ti salverò dal fuoco eterno, poiché ho pagato per te e posso decidere se accoglierti o no in paradiso. Ma non temere! Uno che vive in questo luogo d'amore non può che volere il bene, specie per la sua mamma. Vieni, piangi sul mio cuore, dopo che io non ho potuto piangere sul tuo e ho pianto tanto sul cuore di Dio!
Nel glorioso giorno della risurrezione, quando vedrai il mio corpo luminoso, bello, giovane e perfetto come un angelo, ti renderai conto di quanto incantevole sarebbe stato il tuo "bambino" sulla terra. Li conoscerai allora questi occhi belli come i tuoi, questa bocca deliziosa come la tua, queste mani delicate e queste gambe attraenti come le tue, e mi dirai allora: "Sì, tu sei veramente la carne della mia carne e le ossa delle mie ossa (Libro della Genesi 2,23), io ti ho formato. Perdonami! perdona il male che ti ho fatto, tesoro mio! perdona il mio egoismo e la mia stolta paura! Sono stata sciocca e imprudente. Il Serpente mi ha ingannata. Ho bevuto alla sua coppa, mi sono inebriata del suo veleno. All'inizio mi sembrava dolce al palato e dissetante alla gola, ma poi, nel profondo, sentii tutta la sua amarezza e il suo bruciore (Libro della Apocalisse 10,9-10). Ho sbagliato! Ma... vedi? ora sono pura come te e posso vedere Dio, perché ho purificato il mio cuore, ho scontato il mio peccato, ho santificato il mio spirito, ho meritato il mio premio, ho conservato la fede, ho perfezionato la carità, ho compiuto la speranza. Finalmente ho capito! Grazie, amore, che hai pregato per me e mi hai atteso fino ad ora!".
Poi mi dirai: "Vieni, tesoro, dammi la tua mano e corriamo verso la Luce, come non potesti correre alla luce del sole nei prati in fiore". Prendendo il Libro Santo nelle mie mani e guardando verso l'Altissimo, ti farò capire quanto Egli ama i pargoli (Vangelo di Marco 10,14) e ti aiuterò a lodarlo con queste sue stesse parole di lode: Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce (Prima Lettera di Pietro 1,3-4); Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo. Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati (Libro dell'Apocalisse 15,3-4).
A Te, che sei il Salvatore e l'Onnipotente, l'Eterno Amore: lode, onore e gloria per tutti i secoli dei secoli! Amen.



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